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Emergenza siccità, si va verso la razionalizzazione dell’acqua. Asciano, Casole, Castelnuovo Beradenga, Monticiano, Radda, Castellina in Chianti e Rapolano sono i comuni in cui scatterà la chiusura notturna dei rubinetti. Il provvedimento sarà limitato a due notti a settimana, ma potrebbe venir allargato anche ad altri comuni a rischio
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Siena, 15 luglio 2008 - Emergenza siccità, si va verso la razionalizzazione dell’acqua. Asciano, Casole, Castelnuovo Beradenga, Monticiano, Radda, Castellina in Chianti e Rapolano sono i comuni dove nei prossimi giorni scatterà - sempreché non piova in modo consistente - la chiusura notturna dei rubinetti. Il provvedimento sarà limitato a due notti a settimana, ma potrebbe venir allargato anche ad altri comuni a rischio.
 
Sarà il Fiora a decidere se e quando applicare il provvedimento. Tutto, ovviamente dipenderà dalla pioggia, ma intanto l’annuncio è stato già dato ieri nel corso di un incontro in sull’emergenza idrica. Il meeting è stato convocato dal prefetto, Giulio Cazzella, su iniziativa dello stesso Fiora e vi hanno preso parte tutti i sindaci dei comuni a rischio, vale a dire i sette sopracitati, nonché l’Autorità di ambito, la Asl, i vigili del fuoco e il corpo forestale. Nell’incontro si è preso atto che, nonostante le piogge degli ultimi mesi abbiano 'ricaricato' le falde più superficiali, le principali sorgenti che garantiscono il fabbisogno delle province di Siena e Grosseto non mostrano segno di miglioramento. In particolare, la sorgente Ermicciolo in due anni ha dimezzato la propria portata, passando dai 160 l/s (litri/secondo) dell’agosto 2006 agli attuali 82 l/s. In crisi anche Santa Fiora, la cui portata è scesa dai 639 l/s del novembre ’06 a 620 l/s. La situazione peggiora nel Chianti, dove alcune sorgenti sono pressoché esaurite e alcuni pozzi mostrano significative riduzioni di portata.
 
La crisi potrebbe interessare oltre ai sette comuni suddetti anche quelli il cui approvigionamento è garantito dalla dorsale adduttrice: Buoncovento, Castiglione d’Orcia, Montalcino, Monteroni, Murlo, Pienza, Radicofani, San Quirico d’Orcia e Trequanda. Difficoltà si annunciano anche per quelle zone servite da risorse locali che hanno sì beneficiato delle piogge primaverili, ma la cui autonomia appare limitata nel tempo.
 

Insomma, se non piove rischiamo di restare a secco. Per questo la prefettura invita a tenere comportamenti corretti e a non sprecare la preziosa risorsa, utilizzandola solo per scopi alimentari e igienici. Divieto assoluto di annaffiare orti e giardini, ma anche di lavare auto e ogni altro uso improprio. Solo così si può evitare la razionalizzazione, altrimenti non resta che la danza della pioggia.

Fonte: La Nazione

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