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PROIEZIONE DEL FILM-DOCUMENTARIO TERRA MADRE DEL REGISTA ERMANNO OLMI.

17 AGOSTO 2009, dalle ore 10.00


La chiocciola di Slow Food da sempre distingue un modo di vedere le cose nel mondo, che si riferisce a una dimensione a misura d’uomo e rispettosa dell’ambiente. Velocità giusta per una vita più serena, più in sintonia con i tempi della consapevolezza e del diritto. La nascita di TERRA MADRE, ha dato una nuova direzione a quell’insieme di centinaia di migliaia di persone, contadini, artigiani, cittadini, che da tempo si sono incamminati con volontà verso l’affermazione del diritto alla propria cultura, al proprio cibo, a un mondo più equo e pulito, alla vita.

Nasce così nel 2008, la Comunità del cibo dei produttori della Valle del Miscano, che partecipa alla terza edizione dell’incontro mondiale di TERRA MADRE al Lingotto di Torino all’interno della Kermesse del Salone del Gusto.

I contadini e artigiani della Valle del Miscano, presentarono i loro prodotti: pane di Montecalvo fatto con il grano di Saraolla, il pomodorino di collina, l’olio extravergine d’oliva di Ravece, il pecorino di Laticauda, il bovino di Marchigiana, il vino Aglianico e la Falanghina. Quest’anno la Comunità del Cibo ha pensato di festeggiare il loro territorio organizzando una giornata di incontri, visite guidate presso le aziende dei produttori, degustazioni dei prodotti e la presentazione di un Laboratorio del Gusto targato Slow Food dal titolo “Colori e sapori dell’orto con olio extravergine d’oliva Ravece e Ogliarola.”

Il dato più importante sarà la centralità del “ mangiare locale “ e l’affermazione di alcuni punti chiave:
.- il cibo è un diritto di tutti;
.- ogni popolo deve poter decidere cosa coltivare e cosa mangiare – sovranità alimentare -.- l’agricoltura di piccola scala, delle comunità locali, è il futuro;
.- la biodiversità agricola, alimentare e culturale deve essere preservata;
.- tra agricoltura e ambiente deve esserci una forte correlazione;
.- il commercio deve essere equo, solidale e sostenibile, cioè di prossimità.


Tutti questi concetti, saranno ben espressi nella proiezione del film-documentario TERRA MADRE, del regista Ermanno Olmi, che ha firmato un altro capolavoro cinematografico,
raccogliendo la testimonianza di popoli che lottano contro la globalizzazione del mondo.

La proiezione del film avrà inizio alle ore 21.00.

Dice l’ideatore della Manifestazione Antonio Russolillo, referente della Comunità del Cibo e responsabile della Cooperativa La Pacchiana di Montecalvo, “… Terra Madre deve aprirsi agli artisti, ai poeti, ai letterati, perché la biodiversità della terra corrisponde sempre a quella dei suoi uomini, come afferma Victor Hugo, niente nasce senza radici. La Comunità del Cibo dei produttori della Valle del Miscano, è un’entità che ha valori, interessi e destini comuni e che si occupa, con la salvaguardia dei semi, la raccolta, l’agricoltura, l’allevamento, la trasformazione, la distribuzione, la promozione, l’educazione e con altre attività gastronomiche, di far si che un cibo, prodotto su piccola scala, arrivi fino a chi lo mangerà. …”
Due gli atti agricoli “percorsi gastronomici” della giornata: pasta fatta a mano con pomodorino di collina, bruschetta con olio d’oliva extravergine di Ravece con spezzatino di Marchigiana e Aglianico. Oppure Agnello di Laticauda alla brace con insalata ortolana e pomodorino di collina e Falanghina.
Durante la giornata visita guidata all’Azienda La Pacchiana, produttrice dei pomodorini di collina e del pane di Montecalvo, e visita all’Azienda De Rosa in Contrada Isca delle Rose per la rievocazione della Trebbiatura sull’AIA ed esposizione di attrezzi agricoli del passato.
La manifestazione sarà a consumo ZERO, in quanto tutte le vettovaglie che saranno utilizzate per la Festa sono biodegradabili, e quindi, a produzione di rifiuto nullo, anzi produrranno risorsa, in quanto saranno utilizzate per alimentare il compostaggio delle aziende della Valle del Miscano, producendo humus per la Madre Terra.

Franco Archidiacono, fiduciario Slow Food Baronia e Valle Ufita.

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Cantina colonna - Marino(RM) - LAZIO

La formula del locale gestito dalla famiglia Mari, sito nel pieno centro di Marino, consiste nell'avere proposto piatti di tradizione sempre più solida, fino ad affermarsi col tempo come uno dei capisaldi della gastronomia dei Castelli. Eppure, per chi esercita un'attività ristorantizia da queste parti, sarebbe facile cedere al folclore dell'abbuffata, delle fraschette dozzinali, dei fiumi di vino sfuso - uno stornello di inizio Novecento parlava di fontane di vino - di scarsa qualità. Non qui, dove atmosfera e fornelli conservano un che di sobrietà, che si traduce in sapori nitidi e nel rispetto della cucina di un tempo, ovviamente riproposta con maggior leggerezza. Tutto è offerto con generosità, a partire dagli antipasti a base di frittatine, salumi e sottoli. I primi costituiscono una sorta di vademecum della storia culinaria locale: pasta di vario tipo condita all'amatriciana, alla carbonara, alla gricia o cacio e pepe, rigatoni al sugo di coda, fettuccine al sugo di lepre o con rigaglie di pollo, minestre o zuppe di legumi. Stessa rassicurante musica, nei secondi: dall'abbacchio al forno o a scottadito al pollo con peperoni, dalla trippa alla romana alla coda alla vaccinara, dalla cacciagione, quando è periodo, alla punta di petto di vitello alla fornara con patate. Tra i dolci, consigliamo di aggirare proposte più banali per assaggiare qualcuna delle classiche crostate fatte in casa. Per quanto riguarda il vino, accanto ai migliori nomi laziali compare un congruo numero di etichette forestiere, proposte a ricarichi corretti.

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