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- ENOGRAFIA ITALIANA -
- VITIGNI AUTOCTONI ED ALLOCTONI ITALIANI -

PAROLA D'ORDINE: AUTOCTONO

La grande sfida della globalizzazione e di un mercato sempre più competitivo sia dal punto di vista qualitativo che economico, può essere vinta solo puntando alla tipicità del nostro territorio. Ed in questo l'Italia ha senza dubbio un vantaggio incredibile: oltre ai prodotti gastronomici tipici regionali, a livello enologico abbiamo il più alto numero di varietà vitivinicole del mondo. Oltre 350 vitigni autoctoni. COsa significa?

Clicca su una regione Sardegna - Vitigni autoctoni ed alloctoni Sicilia - Vitigni autoctoni ed alloctoni Calabria - Vitigni autoctoni ed alloctoni Basilicata - Vitigni autoctoni ed alloctoni Campania - Vitigni autoctoni ed alloctoni Puglia - Vitigni autoctoni ed alloctoni Molise Lazio - Vitigni autoctoni ed alloctoni Abruzzo Marche - Vitigni autoctoni ed alloctoni Umbria - Vitigni autoctoni ed alloctoni Toscana Emilia Romagna - Vitigni autoctoni ed alloctoni Friuli Venezia Giulia Veneto - Vitigni autoctoni ed alloctoni Trentino Alto-Adige - Vitigni autoctoni ed alloctoni Lombardia - Vitigni autoctoni ed alloctoni Piemonte - Vitigni autoctoni ed alloctoni Liguria - Vitigni autoctoni ed alloctoni Valle d'Aosta - Vitigni autoctoni ed alloctoni
La riscoperta dell'importanza dei nostri vitigni è un passo fondamentale verso la distinzione e la produzione di prodotti unici e di qualità. E' un concetto che moltissime aziende, produttori, viticoltori stanno comprendendo. E' vero anche che i vitigni internazionali (Chardonnay, Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Merlot, Sauvignon Blanc, Pinot Noir ecc.) hanno fatto conoscere il vino italiano nel mondo (pensiamo al Sassicaia con il suo taglio bordolese) e che sono comunque espressione unica del territorio in cui crescono, ma nel nostro piccolo, riteniamo che essi vadano usati più che altro a sostegno dei nostri vitigni.
E' facile per altri paesi produrre vini di qualità paragonabili ai nostri vini con stesso taglio o uvaggio: risulta invece impossibile per altri paesi, ad esempio, realizzare grandi vini con un Nero d'Avola. La storia, il tempo, hanno reso unico quel vitigno in quella determinata zona, se non microzona. E' quello, in fondo, che ci hanno insegnato i francesi, in tutt'ora hanno il predominio vitigni internazionali ineguagliabili come il Pinot Nero, o lo Chardonnay.

Non ci resta dunque che stare a guardare, ma dal canto nostro i consumatori possono iniziare a scoprire la tipicità del territorio acquistando non solo i grandi e blasonati vini conosciuti, ma anche i prodotti di aziende locali che magari non possono permettersi, commercialmente parlando,di arrivare nelle grandi enoteche o nella Grande Distribuzione Organizzata.

AMORDIVINO vuole dare il suo piccolo contributo aiutandovi a conoscere, regione per regione, le realtà vitivinicole più vocate: un viaggio da Nord a Sud attraverso 250 vitigni, con caratteristiche, origini e degustazioni.

E' possibile eseguire anche una ricerca in ordine alfabetico se non si è sicuri dell'origine di un vitigno in prticolare, oppure utilizzare questo modulo per inserire la parte iniziale del nome:

A - B - C - D - E - F - G - H - I - J - K - L - M - N - O - P - Q - R - S - T - U - V - W - Y - X - Z

Le informazioni sulle origini e caratteristiche dei vitigni sono state tratte dalle seguenti fonti:

  • AA.VV. - I vigneti d'Italia, Edizioni Barzanti 1990
  • AA.VV. - Enciclopedia dei vini italiani, Arnoldo MOndadori Editore, Milano 1998
  • AA.VV. - Il vino italiano, Edizioni Associazione Italiana SOmmeliers, Milano 2002
  • Vino in rete - www.vinoinrete.it
  • Lavinum - www.lavinium.com
  • Vinit Magazine - www.vinit.net
  • Vinealia - www.vinealia.org

C’era una volta - Ascoli Piceno Piagge(AP) - MARCHE

Qualche piacevole cambiamento d'arredo in sala e nessun cambiamento in cucina, per questa trattoria da sempre presente nella nostra guida. La raggiungerete agevolmente uscendo dal centro del capoluogo piceno e prendendo per il colle San Marco. Qui vi accoglierà il titolare Tonino che, con spontanea cortesia, vi accompagnerà al tavolo. Chiedete, se disponibile, un posto sulla veranda con vista panoramica sulla città. Si comincia con sostanziosi antipasti locali: frittatine in trippa, tagliate a cubetti, con funghi porcini, salumi e insaccati (lonza, salsiccia e ciauscolo), la rara cotica 'bbiturata (listarelle di cotenna di maiale bollite e raccolte a piccoli cerchi con pecorino, pomodoro e maggiorana), uguagliata quanto a bontà da trippa in bianco, verdure marinate e bruschette con zampone o verza. Per i primi, che variano stagionalmente, sono degni di nota la polentina bianca con porcini, trito di carne, mozzarella e parmigiano, gli gnocchi ripieni di carne, ricotta e spinaci, la zuppa di farro e ceci e gli spaghetti primavera. Carne nei i secondi: dalla padellata di spezzatino di agnello e maiale al piccione in casseruola (chiamato anche “in arrosto morto”) alla faraona con porcini cotta nel Rosso Piceno. In alternativa provate le olive farcite e fritte accompagnate da agnello, cremini e, in stagione, dai carciofi.

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