PER SCOPRIRE

i piccoli piaceri della vita


IL QUINTO QUARTO



PERCHE' VISITARLO


Dopo un breve periodo i chiusura riapre questa graziosa "osteria" a due passi da uno dei più caratteristici scorci di Roma: Ponte milvio. Riparte così anche il progetto voluto fortemente da Angela e Gianni, ovvero riscoprire i sapori della cucina tradizionale che per fin troppo tempo sono stati relegati come cucina di seconda categoria.

Tutto è cambiato per la gestione e per i fornelli, sapientemente curati dal cuoco Filippo che con le sue proposte creative cerca ogni giorno in modo diverso di proporre la sua visione della cucina romanesca e soprattutto delle preparazioni che prevedono l'utilizzo di quello che i romani chiamano "quinto quarto" ovvero le interiora. Dalla più classica coda alla vaccinara, alla coratella con cipolline, passando per la lingua di Bue,il cuore,  la trippa alla romana e tanto altro ancora. In sala ad accogliervi con squisita cortesia Federico ed Amaranta, esperti ed appassionati di enogastronomia. Potrete cominciare con delle ottime selezioni di formaggi e salumi Laziali, tra cui spicca il raro salame di culatello, lo strolghino, o il prosciutto di Guarcino, stuccato con sugna aromtizzata al ginepro, e ancora la salsiccia di Monte San Biagio.


Tra i formaggi troviamo oltre alla classica mozzarella di Bufala (laziale), il conciato di San Vittore, il pecorino di Picinisco ed il Cacio Magno. I primi sono giornalieri, legati quindi alla disponibilità delle piccole realtà produttive locali e dell'interland romano. Se sarete fortunati potrete assaggiare i Calzonicchi, ovvero tortelli fatti in casa con ripieno di Cervello (una vera delizia), oppure una rivisitazione degli spaghetti alla carbonara con Asparagi, ma anche l'ottima Gricia con le pere, passando poi per i più classici tonnarelli Cacio e Pepe, i rigatoni all'amatriciana (quella tradizionale), gli gnocchi di patate al pomodoro e basilico o gli gnocchi di semolino burro e salvia. Per chi prosegue con i secondi, sempre variabili, segnaliamo l'abbacchio al forno con salsa cacciatora (fatto al momento), i saltimbocca alla romana, la coratella servita con cipolline e l'immancabile Trippa, ma anche coda alla vaccinara, cuore con cipolline, ed i Torselli (involotini di vitella ripieni di verdure brasate). Ottime le Carni sempre del territorio laziale.


IL VINO? LO PORTATE VOI!


Per tutti gli appassionati di vino il ristorante "Il Quinto Quarto" offre la possibilità di degustare i propri vini portandoli da casa. Un'occasione unica per tutte quelle persone che posseggono una cantina propria ma non vogliono rinunciare al piacere di una cena conviviale tra amici in un luogo speciale. Quello che vi chiediamo è solo un piccolo contributo per il servizio.


APERTI ANCHE A PRANZO

12.30 - 14.30

I consigli dello Staff:

Questo locale stato visitato 9682 volte

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L'Esperto consiglia:

Kiwi Latina

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NOTE INFORMATIVE

I prezzi pubblicati si riferiscono ad un pasto normale e NON comprendono le bevande.
Vi ricordiamo inoltre che le informazioni relative alle proposte culinarie, possono variare a seconda della stagione e delle occasioni. In particolar modo in locali tipici, legati al territorio, siamo stati difronte a menu variabili. E' quindi possibile non trovare gli stessi piatti indicati, ma siamo certi che la qualità sia sempre di alto livello. Vi consigliamo quindi di verificare SEMPRE le informazioni al telefono, soprattutto quando la visita comporti un sia pur breve viaggio. Questo vale anche per orari e giorni di chiusura. Relativamente al DIVIETO di fumo, abbiamo reputato non opportuno indicare la presenza di sale apposite, anche per questo conviene sempre telefonare, o magari rinunciare a fumare, per il rispetto di chi ci sta vicino e per assaporare solo i profumi di ciò che beviamo e mangiamo!

Le descrizioni dei locali possono essere state prese anche da guide in formato cartaceo, prevalentemente:

  • Osterie d'Italia - Slowfood Editore
  • Ristoranti Espresso
  • Guida de La Repubblica
  • GamberoRosso
  • Dove e Quando
  • ed altre guide minori.

IL NOSTRO GIUDIZIO
  • Città: ROMA
  • Via della Farnesina, 13
  • Provincia: ROMA
  • Regione: LAZIO

INFO UTILI

  • Telefono: 06 3338768
  • Spesa media: € € 30-35
  • Coperti: 40
  • Chiusura: DOM - Aperti anche a pranzo dal LUN al SAB

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  • 11/10/2007 16.34.35

    Lo spazio per la maggior parte dei tavoli, una dozzina, è ricavato su di una discesa parallela a quello che presumo essere l’ingresso di un parcheggio, questa sorta di corridoio lungo e stretto è coperta da un tendone bianco che verrà probabilmente chiuso ai lati con l’arrivo della brutta stagione, mentre noi abbiamo ancora potuto mangiare all’aperto. Il risultato, contrariamente alle aspettative, è un ambiente raccolto e discreto, i tavoli sono apparecchiati con tovaglie bianche e posateria di livello medio, le proposte del giorno sono scritte su di una lavagna visibile dall’esterno, mentre scopriremo che il menu viene stampato ogni giorno in base alla disponibilità dei piatti. La cucina è di impostazione prettamente romana, e l’attenzione ai prodotti del territorio traspare chiaramente sia dal menu sia dalla breve carta dei vini, una trentina di etichette esclusivamente laziali, con ricarichi decisamente bassi: Mater Matuta 2004 a 32 euro, 25 in enoteca. C’è il meglio dell’enologia regionale, che non sarà la migliore d’Italia ma permette comunque di bere discretamente, soprattutto grazie ai consigli di uno dei giovani gestori, sommelier. Noi abbiamo iniziato dividendo un antipasto del “Quinto Quarto”, la cui composizione varia giornalmente in base agli arrivi. Nel nostro caso si componeva di alcune fette di lonza, di un salame di fegato, un salame simile alla finocchiona e due ottimi crostini con la milza, arricchiti da un ottimo olio della Sabina. Tutto molto buono e soprattutto non banale, chiaramente frutto di una ricerca attenta di prodotti di qualità, voto 7,5. Come primo ho preso dei tortelli di cervello, la mia ragazza invece, dopo sofferto ballottaggio con una gricia con le pere, una carbonara. Quest’ultima era fatta a regola d’arte, pasta cotta perfettamente al dente e ricca di guanciale e pecorino, ma il vero capolavoro, che da solo vale la cena, erano i miei tortelli: caratterizzati da una sfoglia molto spessa, con la componente grassa del ripieno capace di esaltare il vino consigliatoci, un Capolemole Cori 2005, cantina Carpineti, smussandone i tannini un po’ ruvidi. I tortelli, ottimi di per se, secondo me potrebbero essere superlativi se accompagnati ad un grande vino. Voto alla carbonara 7,5, ai tortelli 9. Non ancora pieni nonostante le porzioni impegnative (ho contato almeno una dozzina di grandi tortelli, ma ne avrei mangiati volentieri anche di più) abbiamo proseguito con delle polpette alla giudia ed un petto di vitello alla fornara. Molto buono l’impasto delle polpette, ricco di aromi diversi, ma da sottolineare anche la cottura della carne del vitello, rimasta morbida e non asciutta, gustosa. Porzione quest’ultima decisamente esagerata, mi ha impegnato severamente. Voto 8. Presenti anche tutti gli altri grandi classici, trippa, coda, saltimbocca alla romana, cervello con cipolle, che vista la mano in cucina secondo me meritano di essere provati. Il simpatico ragazzo che ci ha seguito durante la cena è poi riuscito a tentarci proponendoci due Porto Tawny Grahm's, accompagnati da dei dolcetti laziali: in un ampio piatto di vetro tozzetti, ciambelline, pan pepato e pan giallo, con al centro un’abbondante cucchiaiata di miele di castagno. Gran bel modo di concludere una cena, almeno per me che amo questo genere di dolci. In generale il servizio è stato perfetto, il giusto mix di simpatia, competenza nel proporre i vini e nel descrivere quanto ci è stato portato, capacità di ingolosirci ogni volta (effettivamente ci vuole poco…). Il prezzo della cena, 84,5 euro scontati a 80, è in linea con la qualità di quanto mangiato, considerando anche il fatto che antipasto e dolce ci sono stati fatti pagare come una porzione, pur essendo sicuramente stati preparati per permettere di mangiare ad entrambi. Nonostante proponga la cucina povera del “quinto quarto”, questa non è una trattoria alla buona, ma un locale in cui cercare, oltre ad un'esecuzione nel nostro caso perfetta dei classici romani, qualche rivisitazione originale, buoni vini da uvaggi autoctoni poco conosciuti e molti prodotti del territorio che altrimenti si rischierebbe di dimenticare. Considerando in più la passione dei proprietari nello spiegare quanto offrono, ci troviamo davanti ad un posto in cui sicuramente tornare. E, mi raccomando, non perdetevi i tortelli...

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  • 10/07/2007 16.34.35

    Siamo state in tre l'altra sera. Il servizio � molto cortese e professionale...altro che osteria! Anche la cucina non � la classica cosa romana! Ottima la gricia con le Pere e la vera amatriciana. I formaggi sono degni di essere assaggiati insieme a delle fantastiche mozzarelline di bufala. Bravi ;)

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